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giovedì 9 giugno 2011

IL TELEFAX

Il telefax, spesso abbreviato in fax, è un servizio telefonico consistente nella trasmissione e ricezione di immagini fisse o documenti scritti. Da un punto di vista tecnologico è uno standard di telecomunicazioni. Il fax, per estensione, è l’immagine fissa ed è anche l’apparecchio telefonico che le  invia e le riceve. L'inventore scozzese Alexander Bain è citato come inventore del primo fax, brevettato nel 1843 e basato su un meccanismo elettromeccanico a pendolo.
Nel 1861 fu impiegata per la prima volta una macchina anticipatrice dell'odierno fax, basata sul moto di un pendolo: il Pantelegrafo di Giovanni Caselli. Nel 1924 un tecnico della Radio Corporation of America (RCA), Richard H. Ranger, inventò il fotoradiogramma senza fili, in grado di trasmettere immagini via radio attraverso l'oceano atlantico. La tecnologia del telefax divenne praticabile su larga scala solamente verso la metà degli anni settanta quando le tre tecnologie alla base (scanner, stampante e modem) hanno raggiunto un sufficiente livello di sviluppo e di economia. Dapprima il sistema ha avuto ampia diffusione in Giappone per il fatto che è più semplice e veloce scrivere gli ideogrammi e spedirli via telefax piuttosto che digitarli su una macchina tipo telex.
Successivamente, negli anni ottanta, la tecnologia è divenuta più affidabile e si è diffusa in tutto il mondo.
Attualmente, sebbene il fax sia ampiamente usato nelle aziende, la sua tecnologia è in progressiva obsolescenza, superata dalle tecnologie di Internet.



















nell'immagine è rappresentato un esempio di fax

mercoledì 4 maggio 2011

LA SCRITTURA GEROGLIFICA

I geroglifici sono i segni pittorici che compongono il sistema di scrittura utilizzato dagli antichi Egizi, che combina elementi ideografici, sillabici e alfabetici. Un sistema simile venne utilizzato anche dalla civiltà minoica, tra il 2000 a.C. e il 1650 a.C. circa.
Le iscrizioni egizie sono composte da due tipi fondamentali di segni: ideogrammi e fonogrammi. Il primo indica l’oggetto rappresentato o qualcosa di direttamente associabile; il secondo i suoni, e sono usati per il lavoro fonetico.
La maggior parte delle parole era scritta con una combinazione di segni fonetici e ideografici; ad esempio, la rappresentazione della pianta di una casa significava "casa", ma lo stesso segno seguito da un complemento fonetico e dalla raffigurazione di un paio di gambe nell’atto di camminare era usato indicare il verbo omofono che significava "uscire".
Di solito le iscrizioni geroglifiche possono avere andamento sia orizzontale sia verticale e si leggono da destra a sinistra.
Il sistema geroglifico si sviluppò all’incirca nel 3000 a.C. e si usò presso gli Egizi fino all’epoca romana; la forma e il numero di segni rimasero invariati fino al periodo greco-romano.Continuarono ad essere usati dopo la conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno,ed è testimoniato dalla scoperta della Stele di Rosetta in cui vi è impresso oltre al geroglifico anche il greco.
Nei testi religiosi si usava la scrittura ieratica, scrittura corsiva, stendendo l’inchiostro con pennelli sul papiro. Nell’uso quotidiano si adoperava la scrittura demotica, la cui stesura richiedeva accuratezza, impegnando il doppio del tempo; era usata per le iscrizioni incise sui monumenti.
Esempio di scrittura geroglifica